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Recensione e intervista su : Inchiaroscuro

Tra le casse simpatiche di Patrizia e Alessandra
Scritto da maria rosaria ferrara   
Venerdì 17 Dicembre 2010 13:15

 

Solare e ironico, "Comiche in cassa" edito dalla Edizioni Kimerik è una sorta di manuale per le aspiranti cassiere, per chi è nuovo del mestiere e per i clienti di un ipermercato. Un simpatico viaggio tra i reparti di un ipermercato che si legge con il sorriso sulle labbra.

Un progetto davvero originale scritto a quattro mani da Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti con tono allegro. Le due autrici hanno deciso di osservare con occhio ironico il proprio lavoro ed esorcizzare i lati negativi rendendoli motivo di una vera e propria analisi. Questo studio delle due esperte autrici non si limita ad elencare le varie tipologie di cassiere che si possono incontrare, ma, con simpatici aneddoti ed esempi (accompagnati da divertenti illustrazioni) si raccontano anche le vicende più strane che vedono come coprotagonisti i clienti e le varie tipologie di acquirenti che si possono incontrare.

Il risultato sono tante risate, comiche appunto, durante la giornata lavorativa e l’inconsapevole messaggio diretto a tutti di cercare sempre il lato positivo delle cose, sorridere anche quando la situazione sembra critica, perché in questo modo la giornata può migliorare.

Brave!!

Ciao Alessandra, ciao Patrizia. Benvenute su inchiaroscuro.com. Vi va di raccontarci un po’ di voi per presentarvi ai nostri lettori?

Patrizia:Salve a te M.Rosaria e grazie per la tua ospitalità.

Posso dire che sono una grande sognatrice con molta fantasia. Amo leggere e scrivere, anche se ho poco tempo per dedicarmi a questa mia passione. Malgrado ciò sono riuscita a pubblicare tre libri. Uno di poesie, un altro romance e l’ultimo umoristico assieme ad Alessandra, una mia carissima collega-amica.

Un mio difetto? Essere impulsiva e con poca pazienza, anche se chi sta vicino a me dovrebbe averne tanta… vero Ale?

Alessandra:Bè, di pazienza ne ho da vendere! Però devo dire che mentre a causa della mia pigrizia spesso dormo “sugli allori”, grazie a Patrizia col suo entusiasmo e il suo spirito di iniziativa sono stata contagiata più che positivamente. Anch’io scrivo fin da piccola e ho una innata predisposizione all’empatia umana. Osservo molto e parlo poco e poi traspongo tutto nei miei racconti. Ho iniziato con delle poesie per poi cimentarmi in racconti per lo più di carattere noir.

 

Com’è nata l’idea delle Comiche in cassa?

Patrizia:L’idea di scrivere questo libro è nata da me, vedendo una vignetta di Ale sul suo profilo di un social network, rimasi colpita, e così le telefonai e le feci la proposta. Ale ne fu entusiasta e iniziò a buttar giù altre vignette a tema e iniziare la bozza di alcuni argomenti trattati nel libro. L’esperienza lavorativa decennale nello stesso ambito ci ha aiutate a buttar giù bozze che quasi si scrivevano da sole, ma non possiamo negare che le nostre colleghe ci hanno aiutato notevolmente.

Alessandra:Abbiamo unito le nostre forze e le nostre idee (avevamo già entrambe in mente un progetto simile, Patrizia con racconti io con vignette).

 

Raccontateci la genesi e la gestazione del vostro libro. Com’è passato dalla vostra immaginazione agli scaffali delle librerie?

Abbiamo impiegato più o meno 8/9 mesi per “partorirlo”, tra correzioni bozze, invii di e-mail l’una all’altra, trasposizione delle vicende giornaliere in veri e propri racconti, selezione ed elenco principali attività in ipermercato. Poi toccò all’invio della bozza a una casa editrice conosciuta. Arco di tempo di circa tre mesi in cui aspettammo con ansia una risposta positiva. Infine, decisione d’inviare il manoscritto a una casa editrice minore ma qualitativamente non di minore importanza. Quest’ultima, dopo aver preso visione della bozza, ci aprì le porte entusiasta. Toccarono alcune settimane per correzioni, editing e scelta copertina. Et voilà…

 

Come hanno reagito le vostre colleghe al vostro progetto?

Patrizia:Molte sono state entusiaste, incoraggiandoci e acquistando il libro, altre… silenzio!!

Alessandra:Alcune con indifferenza, per natura aggiungerei, altre invece non vedevano l’ora di comunicarci ciò che loro accadeva durante la giornata per aiutarci a trovare spunti per il nostro libro.

 

Quante nemiche vi siete fatte?

Patrizia:Nemiche? No, penso proprio di no, ma invidia… forse.

Alessandra:Spero nessuna! Il nostro obiettivo è far sorridere senza prendere in giro.

 

E come hanno reagito i clienti più affezionati?

Patrizia:Benissimo, molti hanno acquistato il nostro libro in libreria ed entusiasti sono venuti da me chiedendomi anche l’autografo.

Alessandra: Molto contenti, anzi entusiasti. Sono i nostri sostenitori più accaniti e tra i primi acquirenti del libro.

 

Qual è la tipologia di cassiera nella quale vi ritrovate di più?

Patrizia:In quasi tutte le tipologie. Posso solo dire che, se mi cercate nella tipologia della “perfettina”, lì non mi troverete. Il mio motto è disordine e non fare attendere mai i clienti.

Alessandra: Mah! Un mix di tutte. Sono caratteristiche (certo, nel libro un po’ esasperate) che posseggono un po’ tutte le cassiere.

 

Qual è l’episodio più insolito che vi è capitato? Rientra negli aneddoti raccontati nel vostro libro?

Patrizia:L’episodio più insolito che mi è capitato non si trova nel libro, perché è successo da poco.

Mentre lavoravo c’era in coda una coppia, lei poteva avere circa 60 anni e lui almeno dieci anni in meno, che litigavano ad alta voce. Finalmente arriva il loro turno, cerco di essere veloce, anche perché erano proprio “incavolati” ma… all’improvviso lui dice una battuta ironica e lei, nera come un’africana, alza la voce insultandolo con bruttissime parole, molto pesanti e volgari. Credetemi, in quel momento mi sono vergognata per quel poveretto!!

Alessandra: Quello più insolito ma anche più frequente è l’incomprensione di linguaggio tra cassiera e cliente (ma anche tra colleghe). Un espediente breve ma conciso:

Cassiera: “Tiri fuori il carrello per favore”

Cliente: “No grazie, ho tante buste in macchina”

(Marziano chiama Venusiano)

 

Questa esperienza editoriale vi ha dato nuovo materiale per un altro progetto simile a Comiche in cassa da scrivere insieme? Avete qualche nuovo progetto letterario da realizzare insieme o singolarmente?

Patrizia:Sì, abbiamo un altro progetto insieme, genere umoristico, ma argomento totalmente diverso.

Inoltre ho un altro libro nel cassetto, ripreso qualche giorno fa e spero di portarlo al termine per il 2011.

Alessandra: Già, un libro umoristico… ci stiamo specializzando in questo genere. O forse divertendo a scriverlo! Personalmente ho in fase di compimento un racconto noir surreale e in progetto una serie di vignette sulla vita di coppia. E, progetto più importante, godermi la mia gravidanza.

 

Dove e come si può reperire il vostro libro?

Essendo la Kimerik una casa editrice locale, è più facile trovare il nostro libro nelle librerie della nostra città (Catania) ma anche in altre parti d’Italia. Basta collegarsi al sito http://www.kimerik.it/distribuzione.htm

 

Lasciateci link e indirizzi dove poter seguire il vostro lavoro artistico.

www.comicheincassaitaly.space.live.com

 

Volete aggiungere qualcosa?

Alessandra: Rispondocon piacere a questa domanda perché vorrei comunicare una cosa. Desidererei che chi non legge si avvicinasse a questo fantastico mondo. La lettura stimola la fantasia, l’immaginazione, sprona alla cultura, spesso serve per alleviare la tensione, altre volte per avvicinare le persone. Salva l‘anima.

 

Grazie per averci concesso questa intervista e in bocca al lupo per tutto!

Maria Rosaria Ferrara

 

http://inchiaroscuro.com/ICS/index.php?option=com_content&view=article&id=214%3Ascritto-da-maria-rosaria-ferrara&catid=40%3Ail-caffe-degli-artisti&Itemid=28

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Comiche in cassa alla fiera..”Un libro a Milano”

Il 26-27-28 Novembre 2010 il libro "Comiche in cassa" sarà esposto alla fiera di …"Un libro a Milano"
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Intervista alle autrici su Donna Faschion New

Comiche in Cassa: tutto quello che le cassiere non vi hanno mai detto, un libro di Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti

Se sogni spesso di prendere a randellate i tuoi clienti o vorresti mandarli tutti in un Centro Psichiatrico, perché ti fanno sentire come una bertuccia in uno zoo solo perché fai la cassiera…ops ” l’hostess di cassa”, allora questo è il libro che fa per te.

Se voi clienti, siete stizziti e avete voglia di menare le cassiere solo perché non fanno bene il loro lavoro, questo è il libro che fa per voi”.

Questa è la descrizione provocatoria e divertente di “Comiche in Cassa”, il libro scritto a quattro mani da Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti, due giovani cassiere catanesi.

Le due autrici hanno trovato un metodo semplice, ironico e coinvolgente per descrivere gli aneddoti che più le hanno colpite e divertite durante le giornate di lavoro.

Il tutto è correlato alle splendide vignette disegnate da Alessandra e ad un finale scritto da una “guest star” speciale, Simona (ricordate? l’ho intervistata a proposito del suo blog http://www.donnafashionnews.it/?p=1954), che con la sua vena ironica e pungente, descrive le varie tipologie di cassiere.

Intervisto Patrizia e Alessandra, per capire di più di questo libro (anche se è bastato poco a convincermi a comprarlo) e per conoscerle meglio.

L’idea di scrivere questo libro è nata a Patrizia che, vedendo una vignetta di Alessandra sul suo profilo di un social network, rimase colpita dalla veridicità di alcuni comportamenti tra colleghe.

Alessandra fu entusiasta della proposta e iniziò a buttar giù altre vignette a tema e alcuni argomenti, che sarebbero stati trattati nel libro.

L’esperienza lavorativa decennale nello stesso ambito le ha aiutate a buttar giù bozze che quasi si scrivevano da sole.

Ciao ragazze, grazie per avermi concesso questa intervista. Allora sono molto curiosa di conoscervi meglio, so che Patrizia ha già scritto dei libri, mentre Alessandra ha disegnato le vignette di questo: come nascono queste vostre passioni?

Alessandra: scrivo fin da bambina iniziando con delle poesie e dirigendo poi la mia attenzione verso la scrittura, verso i racconti. Tuttora ne sto completando uno, un noir surreale. Contemporaneamente alla scrittura ho una passione per le vignette e, da autodidatta, ho iniziato a pubblicarne alcune sul mio profilo network. Così, un po’ per gioco, anche perché da sempre, quando abitavo con i miei, lasciavo messaggi in giro per casa accostando a ognuno una vignetta a tema. Ho scoperto anni dopo che mia madre li aveva custoditi gelosamente e rivedendoli, divertita e ammetto un po’ commossa, ho realizzato che tuttavia non erano così male.

Patrizia: all’età di 10 anni ho scritto una storia dal titolo “Le avventure di tre compagne di classe”, che tengo ancora conservato . Da questo racconto ho capito che scrivere era la mia passione e così ho continuato scrivendo una sorta di diario sottoforma di poesie. A gennaio del 2009 ho deciso di pubblicarle e così è nato “In cammino” con la casa editrice Cinquemarzo.

(Sgomberate il campo ed i pensieri dai soliti archetipi della poesia. In questa silloge, tecnicamente la poesia è latitante ma cercando nei freschi contenuti veniamo travolti dall’anima di Patrizia, la quale ci investe letteralmente di quel pathos poetico che impregna la vita delle persone sensibili. E come spugna strizzata l’autrice riversa in queste righe i propri sentimenti, le amarezze, le gioie e l’amore. Partendo dalle fresche adolescenziali delusioni del cuore arriviamo alla matura consapevolezza del dolore, alla gioia di una mamma che sente crescere in grembo il frutto del suo amore e alla speranza di farlo crescere in un mondo armonioso. Magari con l’aiuto di un angelo al quale Patrizia affida le proprie paure. “In cammino” è un libro fatto di sentimenti scanditi dall’incessante ritmo di giorno e notte, dove la forma e il linguaggio lasciano necessariamente il posto a qualcosa di più alto: la vita.)

A maggio del 2010 ho pubblicato il mio secondo libro, un romance ambientato nei nostri tempi, “La finestra sul fiume”. Un libro ispirato da un B&B a Vareggio sul Mincio e pubblicato dalla casa editrice Zeroundici. (“Un romanzo breve ma intenso. Queste pagine vi faranno riflettere, sperare e soffrire. La storia di Anna e Manuel è tanto particolare quanto comune a ogni coppia che non riesce a coronare il sogno di vivere una vita intera insieme. Giorgio, il marito, invece di amare e accudire la propria donna, le distrugge tutto quello che la circonda e la lascia sempre sola. Anna mostra tutta la sua forza e l’orgoglio con cui affronta un’esistenza mediocre per paura di dare un dispiacere ai propri genitori. Ma il destino è sempre in agguato e spesso riesce a risolvere quello che l’uomo da solo non riuscirebbe a fare. L’amore tra uomo e donna non è l’unico sentimento narrato in questa storia, ma anche l’amicizia, quella vera, tra due ragazze coetanee e legate tra loro come sorelle. Il dolore nascosto, quello per un fratello morto a causa di un’atroce malattia, ha permesso ad Anna di crescere molto più velocemente e di accettare la sofferenza senza combatterla. Questo libro lascia un segno nel cuore).

E finalmente, in collaborazione con Alessandra è nato “Comiche in cassa” edito dalla casa editrice Kimerik e pubblicato a Settembre 2010

Però siete hostess di cassa e non scrittrici o vignettiste, ci spiegate il perché, scelte o obbligo?

Alessandra: hostess di cassa per obbligo economico, scrittrice da sempre. Perché non avrei dovuto seguire il mio istinto? Forse con questo libro sentivamo il bisogno di mettere nero su bianco episodi e comportamenti umani che in certe circostanze oltrepassavano il limite dell’esasperazione. Volevamo condividere con chi fa il nostro stesso lavoro ma anche con il cliente, situazioni legate a fobie o manie che tutti viviamo nell’ambito della grande distribuzione, con l’ambizione, forse, che il cliente ci avrebbe osservato con un altro occhio.

Patrizia: hostess di cassa perché era l’unico posto di lavoro dove c’era possibilità di essere assunte, ma, a differenza di Ale, prima di essere hostess di cassa ho fatto per circa otto anni l’addetta vendita al reparto calzature. Dopo la nascita del mio secondo figlio, l’azienda ha deciso di mandarmi in cassa (per agevolarmi con gli orari) e posso dire solo grazie, perché fare la cassiera, ops…l’hostess di cassa è un lavoro straordinario, soprattutto devo dire grazie ai clienti che ogni giorno mi regalano felicità , dimenticando la tristezza e incontrando l’ironia, anche se a volte riescono a irritarmi ma è, un essere umano speciale , colui su cui devo concentrare i miei sforzi per soddisfarne le esigenze al cento per cento”: come dice la scrittrice Rebecca Morgan

Ci spiegate com’è nato il libro? La scelta dei capitoli, la collaborazione, la decisione di descrivere più punti di vista?

Alessandra: premettendo che non abbiamo mai avuto l’intenzione di canzonare clienti e colleghe, il desiderio forte era quello di ironizzare sulle vicende quotidiane di un ipermercato dove spesso clienti e cassiere credono nella netta distinzione del proprio ruolo, altre volte invece alcuni comportamenti si capovolgono trovando alleati in chi meno ti aspetti. Non abbiamo voluto scrivere un “botta e risposta” di dialoghi, ma partire dall’assunzione, dai colloqui, dalla piaga della disoccupazione, per poi passare ad argomenti come l’incalzare della tecnologia e quanto l’uomo sia restio ad utilizzarla, il problema delle social card e le difficoltà delle famiglie o dei pensionati ad arrivare a fine mese, la difficoltà di comunicazione verbale a volte anche tra colleghe. La storia e la nascita dei capitoli si è costruita da sola.

Com’è scrivere un libro a quattro mani? Ci vuole molta complicità?

Un libro scritto a quattro mani non è cosa facile. Abitando in particolar modo non proprio vicine, è sorta la necessità di inviarci le bozze tramite e-mail. Queste venivano riviste e corrette dall’altra autrice o semplicemente sottolineati alcuni punti su cui discutere insieme. Il tutto era rallentato a causa dei differenti programmi di scrittura per PC posseduti da entrambe. Un altro ostacolo è l’evidente differenza di senso dell’umorismo di entrambe che però alla fine è servito a trovare, grazie a un’empatia reciproca, visioni diverse su un argomento. L’importante è stato amalgamare e adattare le diverse idee in un filo logico.

Il libro è esilarante, divertente e anche autoironico: come avete raccolto e ricordato tutti gli aneddoti?

Semplice. Durante le nostre ore di lavoro, non appena ci capitava l’occasione esilarante o pazzesca, annotavamo una parola o una frase su un pezzo di carta qualunque che trovavamo accanto per poi elaborare il tutto a casa con calma. Un grosso aiuto e ringraziamento va ai nostri colleghi/e che, sentendosi coinvolti quanto noi in questa avventura, ci facevano pervenire giornalmente ciò che di divertente accadeva loro per potercene poi servire per la stesura del libro.

Oltre al loro aiuto, nel libro c’è una parte scritta da Simo, com’è nata la vostra collaborazione?

Patrizia: Per un periodo collaboravo con il sito “Liberidiscrivere”, e facevo diverse interviste a scrittrici /scrittori esordienti e non. Un giorno ho contattato la scrittrice Federica Bosco, autrice di vari best seller. Sono riuscita a farle un intervista e tramite il suo blog ho conosciuto una sua amica e così ho iniziato a frequentare “La casa di Simo” (il blog) . Notavo che Simo scriveva molto bene e inoltre ogni volta che leggevo un suo post, ridevo così tanto che riusciva a farmi uscire le lacrime!! Appunto per questo le ho fatto la proposta di partecipare, nel nostro libro, con un suo racconto sulle cassiere. Ha accettato con piacere e così a pagina 144 troverete un suo bellissimo racconto: “Annoto nel taccuino”.

Avete in programma di scrivere insieme altri libri?

Certamente. Quando due persone si trovano bene nel collaborare professionalmente, non vedono l’ora di condividere nuovamente un’esperienza se pur appena vissuta. Il titolo e il contenuto sono top secret, possiamo solo dire che si tratta sempre di un libro umoristico.

Perfetto, ci lasciate con la curiosità. Vi ringrazio ancora per la vostra disponibilità e vi chiedo se volete aggiungere qualcosa.

Alessandra: spero di essermi concentrata abbastanza nello strappare un sorriso al lettore. Questo era lo scopo!

Patrizia: Grazie per questo spazio che ci avete dedicato per la nostra intervista, e spero che dopo la lettura del nostro libro fare la spesa sarà solo un divertimento!!!

BOOK TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=b5Wxpoqe_-g

SITO: http://comicheincassaitaly.spaces.live.com/

ACQUISTA ONLINE: http://cid-27a36fc0f76bedb4.profile.live.com/Lists/cns!27A36FC0F76BEDB4!150/

PREZZO 16 EURO

A cura di Sara Daniele

http://www.donnafashionnews.it/?p=2760

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Recensione su donna faschion news

Comiche in Cassa: tutto quello che le cassiere non vi hanno mai detto, un libro di Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti

Se sogni spesso di prendere a randellate i tuoi clienti o vorresti mandarli tutti in un Centro Psichiatrico, perché ti fanno sentire come una bertuccia in uno zoo solo perché fai la cassiera…ops ” l’hostess di cassa”, allora questo è il libro che fa per te.

Se voi clienti, siete stizziti e avete voglia di menare le cassiere solo perché non fanno bene il loro lavoro, questo è il libro che fa per voi”.

Questa è la descrizione provocatoria e divertente di “Comiche in Cassa”, il libro scritto a quattro mani da Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti, due giovani cassiere catanesi.

Le due autrici hanno trovato un metodo semplice, ironico e coinvolgente per descrivere gli aneddoti che più le hanno colpite e divertite durante le giornate di lavoro.

Il tutto è correlato alle splendide vignette disegnate da Alessandra e ad un finale scritto da una “guest star” speciale, Simona (ricordate? l’ho intervistata a proposito del suo blog http://www.donnafashionnews.it/?p=1954), che con la sua vena ironica e pungente, descrive le varie tipologie di cassiere.

Intervisto Patrizia e Alessandra, per capire di più di questo libro (anche se è bastato poco a convincermi a comprarlo) e per conoscerle meglio.

L’idea di scrivere questo libro è nata a Patrizia che, vedendo una vignetta di Alessandra sul suo profilo di un social network, rimase colpita dalla veridicità di alcuni comportamenti tra colleghe.

Alessandra fu entusiasta della proposta e iniziò a buttar giù altre vignette a tema e alcuni argomenti, che sarebbero stati trattati nel libro.

L’esperienza lavorativa decennale nello stesso ambito le ha aiutate a buttar giù bozze che quasi si scrivevano da sole.

Ciao ragazze, grazie per avermi concesso questa intervista. Allora sono molto curiosa di conoscervi meglio, so che Patrizia ha già scritto dei libri, mentre Alessandra ha disegnato le vignette di questo: come nascono queste vostre passioni?

Alessandra: scrivo fin da bambina iniziando con delle poesie e dirigendo poi la mia attenzione verso la scrittura, verso i racconti. Tuttora ne sto completando uno, un noir surreale. Contemporaneamente alla scrittura ho una passione per le vignette e, da autodidatta, ho iniziato a pubblicarne alcune sul mio profilo network. Così, un po’ per gioco, anche perché da sempre, quando abitavo con i miei, lasciavo messaggi in giro per casa accostando a ognuno una vignetta a tema. Ho scoperto anni dopo che mia madre li aveva custoditi gelosamente e rivedendoli, divertita e ammetto un po’ commossa, ho realizzato che tuttavia non erano così male.

Patrizia: all’età di 10 anni ho scritto una storia dal titolo “Le avventure di tre compagne di classe”, che tengo ancora conservato . Da questo racconto ho capito che scrivere era la mia passione e così ho continuato scrivendo una sorta di diario sottoforma di poesie. A gennaio del 2009 ho deciso di pubblicarle e così è nato “In cammino” con la casa editrice Cinquemarzo.

(Sgomberate il campo ed i pensieri dai soliti archetipi della poesia. In questa silloge, tecnicamente la poesia è latitante ma cercando nei freschi contenuti veniamo travolti dall’anima di Patrizia, la quale ci investe letteralmente di quel pathos poetico che impregna la vita delle persone sensibili. E come spugna strizzata l’autrice riversa in queste righe i propri sentimenti, le amarezze, le gioie e l’amore. Partendo dalle fresche adolescenziali delusioni del cuore arriviamo alla matura consapevolezza del dolore, alla gioia di una mamma che sente crescere in grembo il frutto del suo amore e alla speranza di farlo crescere in un mondo armonioso. Magari con l’aiuto di un angelo al quale Patrizia affida le proprie paure. “In cammino” è un libro fatto di sentimenti scanditi dall’incessante ritmo di giorno e notte, dove la forma e il linguaggio lasciano necessariamente il posto a qualcosa di più alto: la vita.)

A maggio del 2010 ho pubblicato il mio secondo libro, un romance ambientato nei nostri tempi, “La finestra sul fiume”. Un libro ispirato da un B&B a Vareggio sul Mincio e pubblicato dalla casa editrice Zeroundici. (“Un romanzo breve ma intenso. Queste pagine vi faranno riflettere, sperare e soffrire. La storia di Anna e Manuel è tanto particolare quanto comune a ogni coppia che non riesce a coronare il sogno di vivere una vita intera insieme. Giorgio, il marito, invece di amare e accudire la propria donna, le distrugge tutto quello che la circonda e la lascia sempre sola. Anna mostra tutta la sua forza e l’orgoglio con cui affronta un’esistenza mediocre per paura di dare un dispiacere ai propri genitori. Ma il destino è sempre in agguato e spesso riesce a risolvere quello che l’uomo da solo non riuscirebbe a fare. L’amore tra uomo e donna non è l’unico sentimento narrato in questa storia, ma anche l’amicizia, quella vera, tra due ragazze coetanee e legate tra loro come sorelle. Il dolore nascosto, quello per un fratello morto a causa di un’atroce malattia, ha permesso ad Anna di crescere molto più velocemente e di accettare la sofferenza senza combatterla. Questo libro lascia un segno nel cuore).

E finalmente, in collaborazione con Alessandra è nato “Comiche in cassa” edito dalla casa editrice Kimerik e pubblicato a Settembre 2010

Però siete hostess di cassa e non scrittrici o vignettiste, ci spiegate il perché, scelte o obbligo?

Alessandra: hostess di cassa per obbligo economico, scrittrice da sempre. Perché non avrei dovuto seguire il mio istinto? Forse con questo libro sentivamo il bisogno di mettere nero su bianco episodi e comportamenti umani che in certe circostanze oltrepassavano il limite dell’esasperazione. Volevamo condividere con chi fa il nostro stesso lavoro ma anche con il cliente, situazioni legate a fobie o manie che tutti viviamo nell’ambito della grande distribuzione, con l’ambizione, forse, che il cliente ci avrebbe osservato con un altro occhio.

Patrizia: hostess di cassa perché era l’unico posto di lavoro dove c’era possibilità di essere assunte, ma, a differenza di Ale, prima di essere hostess di cassa ho fatto per circa otto anni l’addetta vendita al reparto calzature. Dopo la nascita del mio secondo figlio, l’azienda ha deciso di mandarmi in cassa (per agevolarmi con gli orari) e posso dire solo grazie, perché fare la cassiera, ops…l’hostess di cassa è un lavoro straordinario, soprattutto devo dire grazie ai clienti che ogni giorno mi regalano felicità , dimenticando la tristezza e incontrando l’ironia, anche se a volte riescono a irritarmi ma è, un essere umano speciale , colui su cui devo concentrare i miei sforzi per soddisfarne le esigenze al cento per cento”: come dice la scrittrice Rebecca Morgan

Ci spiegate com’è nato il libro? La scelta dei capitoli, la collaborazione, la decisione di descrivere più punti di vista?

Alessandra: premettendo che non abbiamo mai avuto l’intenzione di canzonare clienti e colleghe, il desiderio forte era quello di ironizzare sulle vicende quotidiane di un ipermercato dove spesso clienti e cassiere credono nella netta distinzione del proprio ruolo, altre volte invece alcuni comportamenti si capovolgono trovando alleati in chi meno ti aspetti. Non abbiamo voluto scrivere un “botta e risposta” di dialoghi, ma partire dall’assunzione, dai colloqui, dalla piaga della disoccupazione, per poi passare ad argomenti come l’incalzare della tecnologia e quanto l’uomo sia restio ad utilizzarla, il problema delle social card e le difficoltà delle famiglie o dei pensionati ad arrivare a fine mese, la difficoltà di comunicazione verbale a volte anche tra colleghe. La storia e la nascita dei capitoli si è costruita da sola.

Com’è scrivere un libro a quattro mani? Ci vuole molta complicità?

Un libro scritto a quattro mani non è cosa facile. Abitando in particolar modo non proprio vicine, è sorta la necessità di inviarci le bozze tramite e-mail. Queste venivano riviste e corrette dall’altra autrice o semplicemente sottolineati alcuni punti su cui discutere insieme. Il tutto era rallentato a causa dei differenti programmi di scrittura per PC posseduti da entrambe. Un altro ostacolo è l’evidente differenza di senso dell’umorismo di entrambe che però alla fine è servito a trovare, grazie a un’empatia reciproca, visioni diverse su un argomento. L’importante è stato amalgamare e adattare le diverse idee in un filo logico.

Il libro è esilarante, divertente e anche autoironico: come avete raccolto e ricordato tutti gli aneddoti?

Semplice. Durante le nostre ore di lavoro, non appena ci capitava l’occasione esilarante o pazzesca, annotavamo una parola o una frase su un pezzo di carta qualunque che trovavamo accanto per poi elaborare il tutto a casa con calma. Un grosso aiuto e ringraziamento va ai nostri colleghi/e che, sentendosi coinvolti quanto noi in questa avventura, ci facevano pervenire giornalmente ciò che di divertente accadeva loro per potercene poi servire per la stesura del libro.

Oltre al loro aiuto, nel libro c’è una parte scritta da Simo, com’è nata la vostra collaborazione?

Patrizia: Per un periodo collaboravo con il sito “Liberidiscrivere”, e facevo diverse interviste a scrittrici /scrittori esordienti e non. Un giorno ho contattato la scrittrice Federica Bosco, autrice di vari best seller. Sono riuscita a farle un intervista e tramite il suo blog ho conosciuto una sua amica e così ho iniziato a frequentare “La casa di Simo” (il blog) . Notavo che Simo scriveva molto bene e inoltre ogni volta che leggevo un suo post, ridevo così tanto che riusciva a farmi uscire le lacrime!! Appunto per questo le ho fatto la proposta di partecipare, nel nostro libro, con un suo racconto sulle cassiere. Ha accettato con piacere e così a pagina 144 troverete un suo bellissimo racconto: “Annoto nel taccuino”.

Avete in programma di scrivere insieme altri libri?

Certamente. Quando due persone si trovano bene nel collaborare professionalmente, non vedono l’ora di condividere nuovamente un’esperienza se pur appena vissuta. Il titolo e il contenuto sono top secret, possiamo solo dire che si tratta sempre di un libro umoristico.

Perfetto, ci lasciate con la curiosità. Vi ringrazio ancora per la vostra disponibilità e vi chiedo se volete aggiungere qualcosa.

Alessandra: spero di essermi concentrata abbastanza nello strappare un sorriso al lettore. Questo era lo scopo!

Patrizia: Grazie per questo spazio che ci avete dedicato per la nostra intervista, e spero che dopo la lettura del nostro libro fare la spesa sarà solo un divertimento!!!

BOOK TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=b5Wxpoqe_-g

SITO: http://comicheincassaitaly.spaces.live.com/

ACQUISTA ONLINE: http://cid-27a36fc0f76bedb4.profile.live.com/Lists/cns!27A36FC0F76BEDB4!150/

PREZZO 16 EURO

A cura di Sara Daniele

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Intervista alle autrici su: Parlami di te

Intervista a Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti

 

    Il libro
   

novembre  2010
Le autrici di “Comiche in cassa – tutto quello che le cassiere non vi hanno mai detto” sono Patrizia Catenuto e Alessandra Raiti.
Prima domanda, come si scrive un libro a “quattro mani”? Immaginiamo ci sia una grande armonia tra le due autrici.

Ci volete raccontare come si procede? 

Alessandra: Bè, l’idea di scrivere questo libro insieme ci ha entusiasmate fin da subito. In effetti, sul lato pratico, non è stato facilissimo. Abbiamo iniziato buttando giù le prime bozze che ci scambiavamo via e-mail e correggevamo a vicenda, rimandandole indietro sottolineando le eventuali parole da cambiare o  su cui discutere. Un altro ostacolo lo abbiamo trovato nel fatto di possedere differenti programmi di scrittura per PC, cosa che ha fatto notevolmente ritardare l’invio delle e-mail da un’autrice all’altra. Il lavoro più grosso, però, è stato quello di riunirci e rileggere il tutto considerando insieme le correzioni da apportare. L’armonia si è costruita man mano che si andava avanti con la storia. Ognuna di noi ha un senso dell’umorismo differente, l’importante è stato trovare nell’altra, una visione diversa dal proprio punto di vista ma che ben si adattava al filo logico della storia.

Parliamo del libro, quanto tempo avete impiegato e con quale metodo siete riuscite a raccogliere episodi ed aneddoti così simpatici, eppure così veri? Due risposte, una per ciascuna autrice: 

Alessandra Raiti: In un certo senso, l’esperienza decennale nello stesso ambito lavorativo, ci ha facilitato le cose. Lo spunto è nato da una sorta di diario di bordo che con le colleghe tenevamo in sala pausa. In questo quadernone segnavamo tutti gli strafalcioni dei clienti e le brutte figure delle cassiere, e altri avvenimenti al limite dell’esasperazione umana! Col tempo siamo diventate attente a quello che giornalmente accadeva a lavoro e quindi pronte a segnare ciò alla buona su foglietti, pezzi di carta o quant’altro trovavamo vicino che poi elaboravamo con calma a casa. La cosa più divertente è che i/le colleghi/e stavano più attenti di noi nel farci pervenire ciò che di divertente accadeva loro, ricordandoci di potercene servire per la stesura del libro.  

Patrizia Catenuto: L’idea è nata anche da una bellissima vignetta, disegnata da Alessandra, che ho visto nel suo sito. Mi ha fatto sorridere e così ho fatto “due più due” e ho pensato:”Vignette + diario di bordo + Alessandra + Patrizia = Comiche in Cassa” 

Ora andiamo alle due autrici. Concentriamoci prima su Patrizia Catenuto, si racconti, parli del suo mondo personale, se dovesse descriversi come si descriverebbe?

Patrizia: Mi descriverei con  tre aggettivi: Introversa, lunatica, sognatrice e con tanta voglia di imparare tutto quello che non so.  Penso che con questi tre aggettivi avete già capito chi è Patrizia Catenuto. 

Nell’angolo privato di Patrizia Catenuto quali sono le cose a cui non può  rinunciare?

Lo so che sono ripetitiva, ma non rinuncerei mai ai miei libri e al mio Pc. Anche se, come dice la mia coautrice, non importa quanto tempo sto a leggere un libro o a scrivere una pagina di word, l’importante è non perdere questa passione!

Naturalmente le stesse domande valgono anche per Alessandra Raiti, ci parli di lei, ci racconti il suo mondo.

Alessandra: La parola “Mondo personale” ben mi si addice. Questo perché fin da piccola la scrittura mi ha estraniato in un mio spazio esclusivo in cui potevo esprimere davvero me stessa a volte facendomi meravigliare di come, scrivere, facesse uscire in me quasi un’altra persona essendo personalmente molto riservata (ma non schiva, anzi direi curiosa di tutto ciò che mi circonda).

Non potrei mai rinunciare a ricavarmi quell’angolo e quel tempo per la lettura e la scrittura. Non importa quanto tempo impieghi per finire un libro, l’importante è assorbirne l’essenza. Ben diversa è la situazione “scrittura” che spesso abbandono per lungo tempo proprio per fare ricerche in merito… sono un po’ perfezionista e mi piacciono i particolari. 

State scrivendo? Avete altri progetti letterari nel cassetto?

Alessandra: Personalmente ho numerosi racconti in via di stesura. Uno in particolare, un noir, che mi ha così coinvolto, da far prolungare la fine solo per il piacere della ricerca di cui parlavo sopra.

Insieme a Patrizia ho in progetto un altro libro umoristico ma di genere ben diverso. 

Patrizia: Sto scrivendo un racconto sul calvario di mio padre, affetto dal morbo di pick, e sulla malasanità che abbiamo qui al sud.  E’ un resoconto  molto impegnativo e cerco di trovare le parole giuste per esprimere le mie sensazioni in merito. Credo che impiegherò ancora un po’ di tempo per portarlo a termine visto anche che ho in programma un altro racconto umoristico scritto in collaborazione con Alessandra.

Come è stata questa “esperienza condivisa”? 

Alessandra: La potrei esprimere con una frase, “L’unione fa la forza”.

Patrizia: Un’esperienza che rifarei!  

La consigliereste?

Alessandra: Solo per chi sente realmente un’empatia per l’altro/a coautore/rice. Mettersi d’accordo a volte è faticoso e prima o poi, come succede nelle grandi coppie, c’è sempre qualcuno che cede all’altro/a pur mantenendo il rispetto reciproco. 

Patrizia: Concordo con Alessandra a volte è davvero faticoso mettersi d’accordo. Secondo me questa esperienza va fatta solo se si sa accettare i consigli altrui non rinunciando ai propri ma coadiuvandoli insieme a trovare il giusto equilibrio. 

 

Fonte: http://www.parlamidite.com/catenuto_raiti.htm

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